Ecobonus 2026: nuovi vademecum ENEA, stop al passaggio da gas a pellet
ENEA aggiorna i vademecum Ecobonus con i nuovi requisiti RED III e blocca il passaggio da caldaia a gas a stufa a pellet: cosa cambia per i tuoi lavori.
ENEA ha aggiornato i vademecum tecnici dell'Ecobonus, secondo quanto riportato da Ediltecnico. Le nuove guide recepiscono la direttiva europea RED III e introducono requisiti di prestazione più severi per gli interventi avviati dal 4 febbraio 2026, data di pubblicazione del D.Lgs 5/2026 (entrato in vigore il 3 agosto 2026). In parallelo, secondo Ediltecnico, il portale telematico per l'invio delle pratiche è stato riprogrammato con controlli automatici che bloccano il caricamento delle schede prive dei nuovi indicatori.
Cosa cambia in pratica
Secondo la fonte, chi avvia lavori dopo il 4 febbraio 2026 deve rispettare soglie minime di efficienza stagionale (SCOP, SEER e indicatori analoghi, calcolati sulle nuove schede prodotto allineate a RED III) per ottenere l'Ecobonus su impianti come pompe di calore, sistemi ibridi, stufe e generatori solari. Se il tecnico inserisce una data di inizio lavori successiva alla soglia, il portale richiede obbligatoriamente questi campi prima di accettare la pratica.
Il cambiamento più concreto per chi deve sostituire un generatore, sempre secondo Ediltecnico, riguarda le biomasse: il sistema blocca in automatico la possibilità di sostituire una caldaia a metano o GPL con una stufa a pellet o a legna, lasciando l'incentivo per le stufe a biomassa solo quando il generatore sostituito è già a gasolio, carbone o vecchia biomassa. Restano invece invariati, alla stessa data del 4 febbraio, i requisiti per gli interventi di coibentazione delle strutture opache, la sostituzione di serramenti e infissi, le schermature solari e i sistemi di building automation.
La fonte segnala anche una sanatoria: per i cantieri avviati dopo la soglia di febbraio ma conclusi prima dell'aggiornamento dell'interfaccia web, i 90 giorni per l'invio telematico dei dati decorrono dalla data di effettiva riapertura del portale (25 giugno), così da non perdere il diritto alla detrazione per ritardi non imputabili al committente.
Cosa significa per il tuo preventivo
Questi vademecum riguardano i requisiti tecnici per accedere all'Ecobonus, non cambiano da soli l'importo della detrazione: quello resta fissato dalla Legge di bilancio 2026 al 50% per l'abitazione principale e al 36% per le altre, con tetto di spesa di 96.000 € e recupero in 10 anni (scende al 36%/30% dal 2027). Ricorda inoltre che le caldaie a condensazione alimentate solo a gas restano escluse da Ecobonus e bonus ristrutturazioni per le spese 2025-2027: restano agevolabili sistemi ibridi e pompe di calore.
Per chi stava valutando il passaggio dal gas al pellet proprio per usufruire della detrazione, la strada resta aperta solo se il generatore sostituito non è già a gas o GPL: in caso contrario conviene guardare a una pompa di calore o a un sistema ibrido, anche perché il Conto Termico 3.0 del GSE affianca all'Ecobonus un contributo diretto (non una detrazione) fino al 65% per pompe di calore e sistemi ibridi, erogato in un'unica rata sotto i 15.000 €.
In termini di costo, una pompa di calore Pompa di calore aria-acqua tipica in Italia si colloca intorno a 11.000 €, con un intervallo 8.600 € – 14.300 € a seconda della potenza e se scegli la versione ibrida con caldaia a condensazione di appoggio. Una caldaia a condensazione Caldaia a condensazione da sola costa in genere 2.200 €, utile a sapere perché, come detto, oggi non dà più accesso alle detrazioni fiscali se resta un impianto unico a gas.
Gli interventi che i vademecum aggiornati non toccano alla data del 4 febbraio restano una strada più semplice per chi vuole comunque ridurre i consumi e mantenere l'accesso ai bonus con requisiti stabili: la coibentazione delle pareti con il cappotto termico Cappotto termico (tipicamente 15.000 €) e la sostituzione di infissi e serramenti Sostituzione infissi (tipicamente 4.800 €) non cambiano requisito in base alla data di avvio lavori introdotta dal D.Lgs 5/2026.
Come muoverti ora
Prima di firmare un preventivo per un impianto di riscaldamento, chiedi all'installatore di confermare per scritto che il generatore proposto rispetta i nuovi indicatori di efficienza stagionale richiesti per gli interventi avviati dopo il 4 febbraio 2026 e che la pratica è compatibile con i controlli automatici del portale ENEA: senza questa conferma rischi di scoprire a lavori ultimati che la detrazione non è configurabile. Se hai già un preventivo in mano, puoi anche usare il nostro strumento "è il mio preventivo corretto?" per confrontarlo con i prezzi di mercato della tua zona prima di impegnarti.
Infine, verifica sempre la dichiarazione di conformità che l'installatore rilascia a fine lavori (obbligatoria per impianti termici ed elettrici) e, se i lavori riguardano la ristrutturazione dell'impianto nel suo complesso, assicurati che il pagamento avvenga con bonifico parlante: è un requisito indispensabile per non perdere la detrazione a cui hai diritto.