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Stufe e camini: multe fino a 5.000 euro, cosa cambia per i costi

Da Lombardia a Emilia-Romagna arrivano limiti più severi su stufe e camini a legna o pellet: cosa rischia chi non si adegua e quanto costa passare a un altro impianto.

Da giovedì 15 ottobre in Lombardia sono scattate nuove regole sugli impianti a biomassa (stufe e camini a legna o pellet), con multe che vanno da 500 a 5.000 euro per chi non rispetta i requisiti, secondo quanto riporta Corriere della Sera.

Cosa prevede la norma

In Italia non esiste un divieto nazionale sull'uso di stufe e camini: le limitazioni sono decise dalle Regioni, soprattutto in Pianura Padana, dove il problema delle polveri sottili è più serio. In Lombardia gli impianti a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW devono ora avere, in base all'altitudine, sistemi di abbattimento delle polveri e di accumulo inerziale; gli apparecchi sotto quella soglia possono restare in uso per almeno un altro anno, mentre da ottobre 2027 arriverà un ulteriore giro di vite. La norma impone anche la corretta manutenzione, compresa la pulizia della canna fumaria.

Il riferimento resta il sistema delle "classi ambientali" introdotto dal decreto ministeriale 186/2017, che va da una stella (molto inquinante) a cinque stelle (alta efficienza, impatto minimo), certificato dal produttore. Su questa base, il Veneto limita l'uso degli apparecchi sotto le due o tre stelle, l'Emilia-Romagna vieta quelli da una e due stelle con il Piano aria integrato regionale, e il Piemonte non ammette generatori a biomassa legnosa sotto i 35 kW con classe inferiore a tre o quattro stelle. Per i caminetti a legna, la potenza al focolare consentita resta fissata a 10 kW. Chi possiede una vecchia stufa o un vecchio camino non ha un divieto assoluto di utilizzo, ma deve verificare la certificazione o, se manca, la documentazione del produttore con marca, modello e potenza.

Cosa significa per chi deve cambiare impianto

Chi scopre di avere uno stufa o un generatore a biomassa fuori norma ha in pratica tre strade: sostituirlo con un apparecchio a biomassa di classe più alta, passare a un sistema ibrido, oppure installare una pompa di calore. Quest'ultima opzione è spesso la più conveniente nel tempo, perché non dipende dalla combustione di legna o pellet e quindi non è soggetta a questi limiti regionali.

Secondo il nostro modello di calcolo — ore di manodopera per le tariffe locali più i materiali, verificato su prezzi di mercato e preventivi reali — una pompa di calore aria-acqua per una casa tipo costa in genere 11.000 €, con un intervallo che va da 8.200 € per i sistemi più semplici a 13.100 € per le configurazioni più performanti. Chi vuole mantenere una caldaia come supporto può valutare un sistema ibrido (pompa di calore più caldaia a condensazione), che rientra comunque nella stessa fascia di prezzo dell'impianto a pompa di calore. Trovi la scomposizione completa dei costi, comprese le taglie in kW, nella nostra Pompa di calore.

Va detto che, per le spese 2025-2027, le caldaie uniche a combustibili fossili (comprese quelle a condensazione a gas) sono escluse da Ecobonus e bonus ristrutturazioni: chi sostituisce solo la caldaia con un modello tradizionale può comunque consultare la nostra Caldaia a condensazione per i costi (in genere 2.200 €), ma senza questo tipo di detrazione. Pompe di calore e sistemi ibridi restano invece agevolabili.

Gli incentivi da conoscere

Il Conto Termico 3.0 del GSE, che è un contributo diretto e non una detrazione fiscale, copre fino al 65% della spesa per pompe di calore, sistemi ibridi, biomassa e solare termico, con un ulteriore 10% per i componenti prodotti nell'UE. Per gli interventi sotto i 15.000 euro, il contributo viene erogato in un'unica rata, il che rende più semplice programmare la spesa rispetto a una detrazione recuperata in dieci anni come il bonus ristrutturazioni (50% sull'abitazione principale, 36% sulle altre, tetto di 96.000 euro).

Qualsiasi impianto di riscaldamento, a gas o elettrico, va installato da un'impresa abilitata, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008: è un passaggio obbligatorio, non facoltativo, e vale la pena chiederlo esplicitamente nel preventivo.

Prima di firmare un preventivo

Che si tratti di sostituire una vecchia stufa fuori norma o di passare a una pompa di calore, conviene farsi fare più preventivi e confrontarli con i costi di riferimento di zona. Se hai già un preventivo in mano e vuoi capire se il prezzo è in linea con il mercato, puoi usare il nostro strumento per verificare se il preventivo è corretto prima di accettarlo.

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