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Incentivi

Conto Termico 3.0 per la pompa di calore: come funziona ed esempio

Il GSE rimborsa fino al 65 % della pompa di calore con un contributo diretto, non in dieci anni. Come funziona e quanto resta a carico tuo.

Con il Conto Termico 3.0 il GSE ti rimborsa fino al 65 % della spesa per sostituire la caldaia con una pompa di calore, con un 10 % in più se i componenti sono prodotti nell'UE. Non è una detrazione ma un contributo diretto: sotto i 15.000 € arriva in un'unica rata, senza aspettare dieci anni di dichiarazioni dei redditi. Una pompa di calore aria-acqua da 8 kW al posto della caldaia a gas costa secondo i nostri calcoli in media 11.000 €, di solito 8600 € – 14.300 €, IVA al 10 % inclusa.

Che cos'è il Conto Termico 3.0

È un incentivo gestito dal GSE per interventi di efficienza energetica e produzione di calore da fonti rinnovabili. La differenza con l'ecobonus è nel modo in cui ricevi i soldi:

Conto Termico 3.0 Ecobonus 2026
Tipo contributo diretto del GSE detrazione IRPEF
Pompa di calore fino al 65 % 50 % prima casa, 36 % altre
Tempi unica rata sotto i 15.000 € 10 rate annuali
Serve avere imposte da pagare no sì

Il Conto Termico copre fino al 65 % anche sistemi ibridi, generatori a biomassa e solare termico. Per l'isolamento e gli infissi la quota è del 40 %, per il fotovoltaico del 20 %, ma solo se abbinato a un intervento come la pompa di calore.

Esempio: pompa di calore al posto della caldaia

Il nostro caso tipo è una casa singola dove una pompa di calore aria-acqua da 8 kW sostituisce una caldaia a gas. Nel prezzo ci sono lo smontaggio e lo smaltimento della caldaia, il basamento per l'unità esterna, la pompa di calore, l'accumulo inerziale, i collegamenti idraulici ed elettrici con linea dedicata, il termostato e la messa in servizio. Calcoliamo le ore di lavoro per le tariffe locali più i materiali, e confrontiamo il risultato con prezzi di mercato e preventivi reali.

  • Monoblocco con bollitore separato: in media 8200 €
  • Split con modulo interno e accumulo integrato: in media 11.000 €
  • Impianto a tre zone con addolcitore e gestione predisposta per il fotovoltaico: in media 13.100 €

Con il contributo pieno del 65 %, a tuo carico resta circa un terzo della spesa. Con l'ecobonus sulla prima casa ne resta a carico la metà, e l'altra metà la recuperi in dieci anni. Sulla seconda casa, dove l'ecobonus scende al 36 %, il vantaggio del Conto Termico è ancora più netto.

Tieni presente che "fino al 65 %" è un massimo: l'importo esatto lo calcola il GSE in base alle caratteristiche dell'impianto e della casa. Prima di firmare chiedi all'installatore una stima del contributo con il calcolo del GSE, non una percentuale a occhio.

Conto Termico o ecobonus?

Per la stessa spesa si sceglie l'uno o l'altro. Il Conto Termico conviene di solito quando:

  • vuoi i soldi subito, invece che in dieci anni;
  • paghi poche tasse e rischi di non riuscire a usare tutta la detrazione;
  • la casa non è l'abitazione principale, perché l'ecobonus lì si ferma al 36 % nel 2026.

L'ecobonus può essere più semplice se fai insieme altri lavori che rientrano nelle detrazioni e vuoi gestire tutto con lo stesso professionista e con i bonifici parlanti. Ricorda però che dal 2027 le aliquote dell'ecobonus scendono al 36 % e al 30 %, mentre il Conto Termico ha le sue regole.

Cosa non è compreso nel prezzo

I nostri prezzi non includono l'eventuale sostituzione dei radiatori (una pompa di calore lavora meglio a bassa temperatura e a volte servono radiatori più grandi), la chiusura del contatore del gas, l'aumento di potenza del contatore elettrico, il progetto, il calcolo del fabbisogno termico e le pratiche. Sono voci da chiedere separate nel preventivo: sono proprio quelle che cambiano di più da una casa all'altra.

Impresa abilitata e documenti

Scollegare la caldaia a gas e realizzare l'impianto termico ed elettrico spetta solo a imprese abilitate, che a fine lavori rilasciano la dichiarazione di conformità (DM 37/2008). Tienila con il libretto d'impianto: ti serve anche per la pratica dell'incentivo.

Come muoverti

  1. Fai calcolare la potenza giusta. La pompa di calore va dimensionata sul fabbisogno della casa, non sulla potenza della vecchia caldaia, che quasi sempre era sovradimensionata.
  2. Chiedi due o tre preventivi a parità di impianto. Stessa potenza, stesso tipo (monoblocco o split), stesso accumulo.
  3. Chiedi chi gestisce la pratica GSE. Molti installatori se ne occupano; fatti dire se è compreso nel prezzo.
  4. Controlla la cifra. Con lo strumento "Il mio preventivo è giusto?" inserisci il prezzo che ti hanno proposto e vedi come si colloca rispetto a quanto si paga di solito nella tua zona.

Le cifre includono l'IVA agevolata al 10 % sui lavori di manutenzione nelle abitazioni. Tutti i dettagli su cosa è compreso, i fattori di costo e le domande frequenti li trovi nella guida Pompa di calore.

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