Bonus casa, tagli in arrivo: cosa cambia per chi ristruttura
Secondo un report del MEF, i bonus edilizi costano 53 miliardi l'anno e rischiano un forte ridimensionamento. Ecco cosa sappiamo e come muoverti.
Il Ministero dell'Economia ha messo nel mirino i bonus edilizi, e secondo Fiscomania il taglio potrebbe essere pesante. Se stai valutando un lavoro in casa, qui trovi cosa è emerso finora e cosa significa in pratica per il tuo cantiere.
Cosa è successo
Secondo Fiscomania, la Commissione tecnica del MEF ha pubblicato il Rapporto annuale sulle spese fiscali, da cui parte un piano di revisione delle agevolazioni che, tra il 2026 e il 2028, dovrebbe portare a un taglio complessivo di oltre 40 miliardi di euro. Il rapporto segnala che nel 2026 lo Stato rinuncerà a circa 129,7 miliardi di euro di gettito per finanziare 573 bonus diversi, e che quasi un quarto di queste misure vale meno di 10 milioni di euro l'anno a testa: tante piccole esenzioni, ma con un peso economico marginale. Al contrario, sempre secondo Fiscomania, appena 23 misure (il 4% del totale) assorbono l'83% della spesa complessiva, e tra queste pesano in particolare i bonus edilizi: Superbonus, Ecobonus, Sismabonus e bonus ristrutturazioni, che insieme valgono 53,24 miliardi di euro tra mancato gettito IRPEF e IRES. Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha confermato, riporta Fiscomania, l'intenzione del governo di rendere il sistema "più selettivo, programmato e sostenibile" per i conti pubblici, con il settore immobiliare come principale bersaglio della revisione. Il messaggio ai contribuenti, secondo l'articolo, è di pianificare con attenzione i tempi dei cantieri: chi rimanda rischia di trovarsi aliquote più basse.
Fiscomania segnala inoltre che alcune misure restano fuori dalla stretta: i bonus in busta paga per i lavoratori dipendenti, l'Assegno Unico, la detrazione del 19% sulle spese sanitarie (che da sola vale circa 5 miliardi l'anno) e le pensioni di guerra (circa 3,9 miliardi l'anno). Un altro punto tecnico citato nell'articolo riguarda i controlli incrociati dell'Agenzia delle Entrate, che può bloccare in via preventiva l'erogazione di una detrazione già maturata se cambia la situazione reddituale o fiscale del contribuente tra l'avvio dei lavori e l'incasso del rimborso.
Le aliquote che già conosciamo per il 2026-2027
Al netto delle ipotesi di ulteriore riordino, la Legge di bilancio 2026 ha già fissato un calendario preciso. Bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus restano al 50% per l'abitazione principale e al 36% per le altre, con tetto di spesa a 96.000 € e recupero in 10 anni. Dal 2027, però, le aliquote scendono rispettivamente al 36% e al 30%. Il Superbonus, lo ricordiamo, è ormai chiuso. Accanto alle detrazioni resta il Conto Termico 3.0 del GSE, un contributo diretto (non una detrazione fiscale) che copre fino al 65% per pompe di calore, sistemi ibridi, biomassa e solare termico, il 40% per isolamento e infissi e il 20% per il fotovoltaico abbinato, con un ulteriore +10% per i componenti prodotti nell'UE: una strada che, non dipendendo dalla capienza fiscale, potrebbe diventare ancora più centrale se le detrazioni si restringono ulteriormente.
Cosa significa per il costo dei lavori
Se le aliquote scendono dal 2027, il calcolo conviene farlo subito: la differenza non è nel prezzo del lavoro, ma in quanto ne recuperi in dichiarazione. Per un Rifacimento bagno, con un costo tipico di 7.500 €, una detrazione al 50% vale molto più di una al 36% l'anno dopo. Lo stesso vale per interventi energetici come la Cappotto termico (tipico 15.000 €) o una Pompa di calore (tipico 11.000 €), dove il Conto Termico 3.0 si somma, e in parte si sovrappone, alle detrazioni fiscali: qui conviene farsi fare i conti bene, voce per voce, prima di firmare il preventivo. Anche una Sostituzione infissi (tipico 4.800 €), che in alcuni casi rientra nell'ecobonus, segue la stessa logica: prezzo dei materiali e della manodopera invariato, ma recupero fiscale diverso a seconda di quando parte il cantiere.
Nel nostro modello di calcolo, i costi restano quelli che vedi nelle nostre guide, sempre IVA al 10% inclusa: ore di manodopera per le tariffe locali più materiali, verificate contro prezzi di mercato e preventivi reali. Le agevolazioni non cambiano quella cifra, cambiano solo quanto ti torna indietro.
Come muoverti adesso
Prima regola: verifica sempre le aliquote e i requisiti sul fact sheet ufficiale, perché in questa fase i dettagli possono ancora cambiare con la conversione in legge. Se hai già un preventivo in mano, usa il nostro strumento "il tuo preventivo è congruo" per confrontarlo con i prezzi di mercato della tua zona prima di decidere i tempi del cantiere. E se stai ancora valutando quale lavoro fare, ricorda che la convenienza fiscale si somma al costo reale dell'intervento, non lo sostituisce: vale la pena pianificare bene entrambi gli aspetti insieme, soprattutto se il tuo intervento rientra tra quelli che rischiano una riduzione delle aliquote dal 2027.