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Ecobonus, senza invio ENEA non perdi la detrazione

Una sentenza piemontese del 2026 dice che il mancato invio all'ENEA non fa decadere l'ecobonus. Ecco cosa cambia per chi ristruttura.

In breve: secondo una recente sentenza di una Corte di giustizia tributaria, dimenticare di trasmettere la pratica all'ENEA entro i termini non ti fa perdere la detrazione dell'ecobonus. Resta però consigliabile inviarla sempre: la sentenza non è una licenza a trascurare gli adempimenti.

Cosa è successo

Stando a quanto riporta Il Sole 24 ORE, la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, con la sentenza 485 del 29 maggio 2026, ha stabilito che il mancato invio dei dati sugli interventi di riqualificazione energetica all'ENEA è una «mera irregolarità formale».

Il caso riguardava una società che si era vista recuperare, con cartella esattoriale, le detrazioni per spese di riqualificazione energetica del 2019 e del 2020. Il motivo: la documentazione non era arrivata all'ENEA nei 90 giorni dalla fine dei lavori. L'ufficio considerava quel termine una scadenza a pena di decadenza. La Corte ha dato ragione alla contribuente.

Sempre secondo il quotidiano, i giudici si sono appoggiati a un precedente della Cassazione e hanno osservato che la legge non collega la perdita del beneficio a questo adempimento. La trasmissione serve a fini statistici e di monitoraggio dell'efficienza energetica. Il giornale aggiunge che la Cassazione ha già ribadito questa lettura in più pronunce. La Corte piemontese ha comunque compensato le spese del giudizio, perché l'orientamento della Suprema corte si è consolidato solo di recente.

Cosa significa per te

Se hai già fatto lavori di efficientamento e ti sei accorto di non aver inviato nulla all'ENEA, il quadro è meno cupo di prima. Una singola sentenza di merito non vincola però gli uffici in tutta Italia: in caso di contestazione serve comunque difendersi, e conviene farsi assistere da un commercialista.

Per i lavori che stai pianificando, il consiglio resta quello di fare tutto in regola:

  • fai pagare ogni spesa con bonifico parlante;
  • conserva fatture, bonifici e documentazione tecnica;
  • chiedi al tecnico o all'impresa di occuparsi della trasmissione all'ENEA e fatti dare copia della ricevuta;
  • verifica che l'impresa sia abilitata e rilasci la dichiarazione di conformità per impianti elettrici, idraulici e gas (DM 37/2008).

Le aliquote 2026 e perché conviene non rimandare

Per il 2026 ecobonus e bonus ristrutturazioni sono al 50 % per l'abitazione principale e al 36 % per le altre abitazioni, con tetto di spesa di 96.000 € e recupero in 10 anni. Dal 2027 scendono al 36 % e al 30 %. Chi ha in programma lavori energetici ha quindi un motivo concreto per chiudere i conti entro quest'anno.

Attenzione a un punto: per le spese 2025, 2026 e 2027 le sostituzioni dell'impianto di riscaldamento con una sola caldaia a combustibile fossile, comprese quelle a condensazione a gas, sono escluse da ecobonus e bonus ristrutturazioni. Restano agevolabili, per esempio, pompe di calore e sistemi ibridi.

Quanto costano i lavori più comuni

I nostri prezzi sono calcolati con ore di manodopera per tariffe locali più materiali, e controllati su listini e preventivi reali. Includono l'IVA al 10 %.

  • Sostituzione infissi (Sostituzione infissi): tipicamente 4.800 €, con un intervallo di 3.750 € – 6.250 €.
  • Pompa di calore (Pompa di calore): tipicamente 11.000 €, tra 8.600 € – 14.300 €.
  • Cappotto termico (Cappotto termico): tipicamente 15.000 €, tra 11.700 € – 19.500 €.
  • Fotovoltaico (Fotovoltaico): tipicamente 13.500 €, tra 10.500 € – 17.600 €.

Per i lavori di isolamento e infissi, e per le pompe di calore, esiste anche il Conto Termico 3.0 del GSE: è un contributo diretto, non una detrazione, fino al 40 % per isolamento e infissi e fino al 65 % per pompe di calore e sistemi ibridi. Sotto i 15.000 € viene pagato in un'unica rata.

Come usare queste cifre

Per capire quanto ti resterebbe in tasca, parti dal costo tipico e applica la percentuale di detrazione che ti spetta, da dividere in 10 anni. Ricorda che l'IVA al 10 % su infissi e caldaie segue le regole dei "beni significativi", quindi chiedi all'impresa come viene ripartita in fattura.

Hai già un preventivo in mano? Usa il nostro strumento "il mio preventivo è corretto?" per confrontarlo con i valori del nostro modello prima di firmare.

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