Bonus ristrutturazioni 2026: la vera scadenza è a dicembre
Il 50% sulle ristrutturazioni vale per le spese pagate entro il 2026, non per i lavori solo iniziati. Cosa controllare prima di dicembre e cosa cambia per i costi in casa.
Chi ha lavori di ristrutturazione in programma ha ancora tre mesi per chiudere le pratiche alle condizioni fiscali del 2026, ma la scadenza che conta davvero non è la fine dell'anno in sé: è la data in cui la spesa viene effettivamente sostenuta. Secondo Il Messaggero, molti proprietari rischiano di perdere l'aliquota più alta non perché non hanno i requisiti, ma perché sbagliano l'anno di riferimento del pagamento.
Cosa dice la notizia
Secondo il quotidiano, per il bonus ristrutturazioni la detrazione resta al 50% sulle spese sostenute nel 2025 e nel 2026, ma solo per l'abitazione principale e quando i lavori sono pagati dal proprietario o da chi ha un diritto reale sull'immobile; negli altri casi l'aliquota ordinaria è del 36%. Il tetto di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2027, salvo ulteriori interventi normativi, le percentuali scendono al 36% per la prima casa e al 30% per le altre.
Il punto sollevato da Il Messaggero è che il bonus non va "richiesto" entro dicembre: è un'agevolazione che si matura sostenendo la spesa e si recupera poi in dichiarazione dei redditi, in più quote annuali. Avviare un cantiere non basta a bloccare l'aliquota se il pagamento slitta all'anno successivo: una fattura saldata a gennaio 2027, anche per un lavoro iniziato prima, può ricadere in un regime fiscale diverso da quello di oggi. Per questo dicembre diventa, di fatto, il termine operativo per chi vuole ancora beneficiare delle condizioni 2026.
Le stesse percentuali e la stessa scadenza valgono, con le rispettive regole, anche per ecobonus e sismabonus: tutte e tre le detrazioni sono legate all'anno in cui la spesa è sostenuta, non a quando il cantiere è partito.
Cosa significa per i lavori in casa
Chi ha già un preventivo pronto ha un incentivo concreto ad accelerare pagamenti e fatturazione prima che finisca l'anno, più che a rincorrere l'ultimo cantiere disponibile. Per orientarsi sui costi, la nostra redazione stima i prezzi partendo da ore di manodopera per le tariffe locali più materiali, verificate poi su prezzi di mercato e preventivi reali: ecco come cambia la spesa netta per alcuni interventi comuni, IVA al 10% inclusa.
- Bagno: un rifacimento bagno di fascia media costa tipicamente 7500 €, con un intervallo di 5850 € – 9750 €. Se rientra nella manutenzione straordinaria (per esempio con modifiche agli impianti idraulici), il 50% recuperato in dieci anni riduce sensibilmente il costo effettivo per chi ristruttura la prima casa entro fine 2026. Rifacimento bagno
- Infissi: sostituire le finestre con un cambio di tipologia (per esempio da legno ad alluminio a taglio termico) rientra nella manutenzione straordinaria ed è quindi agevolabile; il costo tipico di fascia media è 4800 €, intervallo 3750 € – 6250 €. Sostituzione infissi
- Cappotto termico: un isolamento a cappotto di fascia media si attesta su 15.000 € (intervallo 11.700 € – 19.500 €); oltre alla detrazione, resta disponibile il contributo diretto del Conto Termico 3.0 per l'isolamento, che non richiede il recupero in dichiarazione dei redditi. Cappotto termico
- Pompa di calore: una pompa di calore di fascia media costa tipicamente 11.000 € (intervallo 8600 € – 14.300 €) ed è tra gli impianti che restano agevolabili; da segnalare che, per le spese 2025-2027, le caldaie uniche a combustibili fossili (comprese le caldaie a condensazione a gas) sono invece escluse da ecobonus e bonus ristrutturazioni. Pompa di calore
Cosa controllare prima di dicembre
Per non perdere l'aliquota del 2026, prima di chiudere i lavori vale la pena verificare alcuni punti pratici:
- La data del bonifico, non quella del contratto o dell'inizio lavori: è il pagamento a fissare l'anno fiscale di riferimento.
- Il bonifico parlante, necessario per collegare la spesa alla detrazione.
- La documentazione dell'intervento (CILA, se richiesta per lavori di manutenzione straordinaria, fatture intestate correttamente).
- La qualifica dell'immobile come abitazione principale, che fa la differenza tra il 50% e il 36%.
Prima di firmare un preventivo, può essere utile passarlo al nostro strumento che verifica se un preventivo è congruo rispetto ai prezzi di mercato locali: aiuta a capire se il prezzo proposto è in linea prima di impegnarsi con un'impresa, soprattutto quando si corre contro una scadenza fiscale.